Madrid low cost anche nel noleggio auto

SpagnaLa capitale spagnola, Madrid, è un’affascinante città di oltre tre milioni di abitanti che rappresenta uno dei luoghi più visitati dell’intera nazione. A Madrid è possibile ammirare monumenti, palazzi e musei fra i più importanti di tutta la Spagna; raggiungere questa destinazione è sempre più semplice grazie ai numerosi voli low cost che la collegano con l’Italia.

I luoghi da non perdere di Madrid

Descrivere in poche righe cosa merita una visita a Madrid è praticamente impossibile, data l’abbondanza e il fascino dei luoghi di interesse che costellano la capitale spagnola. Uno dei monumenti più visitati è il Palazzo Reale (Palacio Real), la residenza ufficiale dei regnanti spagnoli che tuttavia vivono presso il Palazzo della Zarzuela. Proprio di fronte del Palazzo Reale si trova il Teatro Real, uno dei più importanti dell’intera Spagna, dalla ricca programmazione culturale. A Madrid si trovano molte porte storiche di grande fascino ed imponenza come ad esempio la Puerta de Toledo, in stile neoclassico, e la Puerta de Alcalà, costruita nel XVI secolo.
Gli amanti dell’arte non possono mancare di visitare il Museo del Prado, nel quale sono custodite oltre 7000 opere. Fra le collezioni più apprezzate vi sono quelle che comprendono i quadri di maestri della pittura spagnola del XVII e XVIII secolo come, ad esempio Goya, Velázquez e da Ribera.

Visitare con un’auto a noleggio Madrid e le sue bellezze

Numerose compagnie low cost operano su tratte che collegano diverse città italiane con la capitale spagnola. Tipicamente, chi giunge qui per una breve vacanza o per un weekend opta per un auto a noleggio Madrid è infatti una grande città e non sempre i mezzi di trasporto pubblici sono comodi per spostarsi da un luogo all’altro. La formula del “fly & drive” permette tipicamente di abbinare al biglietto aereo l’affitto di un auto a noleggio a Madrid, una soluzione che talvolta permette di risparmiare tramite l’acquisto contemporaneo di entrambi i servizi. Grazie ad un’auto a noleggio Madrid e i suoi dintorni possono essere visitati in completa autonomia, senza dover ricorrere ai mezzi pubblici che – specialmente negli orari serali e nelle zone più periferiche – non garantiscono collegamenti efficienti.

Foto: ottoterremoto – Fotolia

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Formigoni sbarca in Veneto

Regioni nord Italia
Si è tenuto lo scorso 18 novembre a Vicenza, presso il Viest hotel il convegno intitolato ‘storie di buona economia e di buona politica’, in occasione del quale Roberto Formigoni è stato il protagonista nonché oratore di questi racconti. All’incontro hanno partecipato esponenti del settore artigianato veneto, imprenditori veneti ma anche avvocati e professionisti legati alla cassa di risparmio della regione.

L’arrivo di Formigoni in Veneto: strategie e nuove alleanze politiche

L’incontro è stato l’occasione giusta anche per dimostrare a Formigoni l’interesse del Pdl veneto verso la sua esperienza, politica e professionale, ma è stata anche la sede opportuna per manifestare l’entusiasmo e l’approvazione dei veneti nel caso di una sua eventuale guida del partito. Giancarlo Galan, ex leader del Pdl veneto, ha lasciato il timone ma non ha lasciato rimpianti nei votanti del partito di Berlusconi. Secondo i presenti al convegno, infatti, Galan aveva grandi idee, tante belle speranze ma poca voglia di fare e troppa rassegnazione legata alla sbagliata convinzione che il tempo del fare propositivo e costruttivo fosse ormai finito. A vedere Formigoni nelle vesti di futuro leader del Pdl veneto è anche Elena Donazzan, assessore regionale, che proprio al convegno di Vicenza ha dichiarato esplicitamente la sua volontà di vedere affidato a Formigoni il futuro del partito sottolineando la necessità di lasciare al passato Galan e il suo pessimismo.

Roberto Formigoni nuovo leader del Pdl in Veneto?

Roberto Formigoni è entusiasta dei consensi ricevuti al convegno, è felice che l’approvazione alla sua figura arrivi da tutti: cattolici, esponenti dell’Udc ma anche vecchi esponenti di alleanza nazionale. Formigoni, insomma, sembra mettere d’accordo tutti. Il suo arrivo in Veneto è molto più che strategico. Un convegno alla presenza di teste istituzionali importanti che non perdono tempo a dichiarare esplicitamente che in Formigoni individuano il leader futuro del Pdl. E Formigoni, dal canto suo, ringrazia e confessa al pubblico la sua felicità ogni volta che arriva in veneto, terra – a suo dire – di grandi imprenditori e di tanti – amici. Anche Formigoni, insomma, risponde strategicamente all’accoglienza veneta e da vero e promettente leader confessa di essere lì per aiutare la regione.

Foto: Bibanesi – Fotolia

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Pattinaggio artistico: Oro mondiale a Silvia Marangoni

PattinaggioSilvia Marangoni vince ancora. Questa volta lo fa ai mondiali di Brasilia, durante la prima settimana di gare dedicate agli junior. Per Silvia Marangoni si tratta dell’ottava medaglia d’oro vinta nel pattinaggio artistico. Una vittoria importante che conferma lo straordinario talento oltre che la grande forza di quest’atleta di origine veneta.

Un successo dopo l’altro per Silvia Marangoni

La Marangoni è sul podio, ancora una volta. Il suo ultimo successo ha stupido e inorgoglito anche il governatore del Veneto, Zaia, che ha sottolineato l’importanza di questa vittoria in quanto essa rappresenta un vero e proprio omaggio che la Marangoni ha fatto all’intera regione Veneto. Secondo il governatore del Veneto, Zaia, è importante sottolineare il lavoro di questi atleti e rendere omaggio a queste vittorie conquistate con fatica e duri allenamenti. La vittoria di questa nuova medaglia d’oro arriva a poca distanza da un’altra importante conquista della Marangoni, quella degli europei svoltisi a Bordeaux, in Francia.

Passioni, sacrifici e tanti sogni nella vita della Marangoni

Successi importanti, dunque, per l’atleta nata ad Oderzo che non nasconde la sua felicità e le sue emozioni nelle interviste rilasciate durante il post-gara. Un traduardo importante che va ad inserirsi nella lunga serie di successi che molto probabilmente vedranno realizzare il sogno di Silvia molto presto. Qualche tempo fa, infatti, l’atleta veneta aveva dichiarato di voler vincere almeno dieci medaglie d’oro. E visti i risultati, il traguardo auspicato sembra essere sempre più vicino. Passione, volontà, sacrificio ed emozioni altalenanti tra entusiasmo e sconforto. Tutto questo c’è nella vita e nelle vittorie della Marangoni. Tutto questo appartiene ai tanti giovani che, con dedizione e spirito di sacrificio, ogni giorno si allenano per realizzare il proprio sogno. Il sogno di una medaglia, di un podio, il sogno di vedere gli occhi lucidi di mamma e papà nella consapevolezza dei tanti sacrifici e delle tante rinunce che hanno fatto per vedere realizzato il sogno dei loro figli. Silvia tutto questo l’ha fatto, c’è riuscita. Ed ora si gode il suo traguardo.

Foto: Fotodesign Märzinger

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Le Pmi venete spingono l’export in Cina

Export/ImportDa un paio di anni le esportazioni venete hanno stretto rapporti particolarmente stretti con la Cina. Il numero di prodotti portati verso l’oriente, infatti, è aumentato di oltre il cinquanta percento. Segnale, quest’ultimo, particolarmente importante per capire come i grandi imprenditori di questa regione abbiano già individuato nella Cina la strada giusta per salvare l’economia.

Veneto: le grandi esportazioni verso la Cina

Che il mercato cinese sia il più florido e il più opportuno verso il quale puntare i propri investimenti lo hanno già capito da tempo altre nazioni europee come la Francia, la Germania e – in generale – i paesi dell’est. Ultimamente, però, lo hanno capito anche gli imprenditori veneti che hanno aumentato il numero delle proprie esportazioni verso la Cina. Alessandro Bianchi, capo di Unioncamere in Veneto, recentemente ha espresso in un’intervista rilasciata in occasione dell’assegnazione del premio ‘Marco Polo’ a Vicenza tutta la propria soddisfazione nei confronti della sua regione che, stando agli ultimi dati, è la seconda regione italiana, subito dopo la Lombardia, ad aver avviato un importante export verso la Cina. Sottolineare l’importanza di questi numeri è fondamentale dal momento che la crescita complessiva della regione Veneto si basa prevalentemente sulle quantità di prodotti che gli imprenditori locali riescono ad esportare all’estero, in particolare in Cina.

Tante esportazioni ma ancora poca ricerca

In totale, la Regione Veneto grazie alle sue esportazioni è riuscita ad incrementare dello 0,8% il suo prodotto interno lordo a fronte di un misero 0,6% registrato dall’Italia. Non sono numeri eccezionali, ma sono comunque numeri che mettono in evidenza una differenza tra il lavoro di questa regione rispetto al resto del paese. Inoltre, è importante sottolineare che la maggior parte delle imprese che vanno ad investire all’estero lo fanno in maniera autonoma e senza l’appoggio della camera di commercio. Nella maggior parte dei casi, infatti, gli imprenditori si preferiscono affidarsi alle associazioni e, sempre più di rado, alle banche o alla camera di commercio. Infine, sempre durante la cerimonia dedicata al premio Marco Polo, Vittorio Mincato, presidente della manifestazione, ha posto l’accento su una grande mancanza degli imprenditori veneti che, a suo dire, investono molto nelle esportazioni e ancora poco nella ricerca e quindi nel futuro stesso delle imprese.

Foto: Harald Bolten – Fotolia

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Il Tai vino veneto nuovo di antichissime tradizioni

Vini DocIl governatore della regione Veneto, Luca Zaia, nel 2008 ha definitivamente risolto il problema legato alla denominazione del vino prodotto in Friuli Venezia Giulia e di quello prodotto in Veneto. Dal 2008, infatti, è stato deciso che il vino prodotto in Friuli si chiama Friuliano e quello prodotto in Veneto si chiama Tai.

Il Tai e la grande opera di pubblicizzazione promossa dalla regione Veneto

Così dal 2008 il vino prodotto in Veneto e ricavato dalle uve Tocai si chiama Tai. Per arrivare a questa conclusione ci è voluta un’apposita legge necessaria per stabilire con precisione le differenze nominative dei prodotti veneti e di quelli toscani. Dal 2008, inoltre, la regione Veneto ha avviato un’opera di pubblicizzazione di questo nuovo prodotto che in realtà di nuovo ha soltanto il nome dal momento che le uve da cui è ottenuto hanno radici antichissime. Il lavoro dei funzionari della regione, dunque, ora è un lavoro di marketing ma anche di diffusione della conoscenza del nuovo nome del vino. Ora, infatti, è importante far sapere ai consumatori italiani ed internazionali che il nome è diverso ma il vino è sempre lo stesso.

Marketing, progetti regionali e gadgets per il Tai

Per promuovere la conoscenza del Tai, la regione Veneto ha avviato un programma fitto di pubblicizzazione attraverso il quale sono stati organizzati convegni, seminari e workshop per diffondere il nuovo nome dell’antico vino veneto. Il programma regionale, inoltre, ha previsto numerosi incontri con la stampa e una grande distribuzione di materiali pubblicitari finalizzati alla conoscenza del Tai. Oltre ai gadgets, ai video e a molti altri strumenti di pubblicità, la regione ha acquistato anche degli spazi pubblicitari alla radio e in televisione. In particolare, sono andati in onda i dieci minuti di pubblicità all’interno delle televisioni locali della regione Veneto e altri spazi pubblicitari sono stati acquistati su molti quotidiani sia locali che nazionali. Del Tai, inoltre, si è parlato in occasione dell’evento più importante dedicato al vino in Italia, il Vinitaly di Verona. Nell’edizione del 2010, ad esempio, è stato allestito uno stand dedicato esclusivamente alla promozione del Tai che è stato particolarmente apprezzato dai buyer e dai visitatori presenti all’evento.

Foto: chiyacat – Fotolia

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Dall’Europa quasi 17 milioni di euro per l’alluvione del veneto

Catastrofe naturaleUn anno fa una devastante alluvione colpiva il Veneto. Le cifre della catastrofe furono impressionanti: tre morti, quasi quattromila sfollati e danni stimati intorno al miliardo di euro. L’alluvione del Veneto è stata la prima di una triste serie di sciagure che si sono abbattute sull’Italia portando morte distruzione.

I numeri dell’alluvione in Veneto

C’è qualcosa che non va nel terreno italiano, troppo fragile e molle. Troppo malato e troppo poco curato al punto tale da sgretolarsi sotto i nostri piedi non appena la pioggia di infittisce e decide di bagnare un po’ di più la terra. Nel novembre del 2010, in Veneto, l’esondazione dei fiumi Bacchiglione, del Livenza e del Fratta-Gorzone provocò un vero e proprio tzunami di acqua e fango che nel giro di qualche ora trasformò la provincia di Padova e oltre 120 comuni in un’immensa pozzanghera melmosa di colore marrone. Il colore del fango e della morte. Sin dalle prime ore dall’accaduto, il governatore della regione Veneto, Zaia, lanciò l’allarme che per molti suonò come un grido, un grido di disperazione e una grande richiesta d’aiuto. Alcuni comuni del padovano, dove si coltivano alcuni dei vini più pregiati e famosi al mondo, erano stati cancellati in poche ore.

L’aiuto dell’Europa a favore del Veneto

I danni all’agricoltura, all’allevamento delle bestie sin dall’inizio furono giudicati gravissimi e i primi conti stimati dalla regione per risollevare il territorio dalla catastrofe si aggiravano intorno al miliardo di euro. I danni furono talmente ingenti da non lasciare insensibile la comunità europea che, a un anno dall’accaduto, ha inviato il proprio contributo di solidarietà al Veneto consistente in quasi sette milioni di euro. Una cifra importante della quale oggi, in Veneto, tutti ringraziano l’Europa. I soldi inviati dall’Europa sono moltissimi ma non sono comunque sufficienti a riparare tutti i danni. Ecco perché c’è anche molta preoccupazione legata al rischio che, ancora una volta, questi soldi non siano spesi per interventi strutturati, mirati al potenziamento delle strutture geologiche e alla creazione di nuovi e più moderni impianti di contenimento dei fiumi ma piuttosto siano investiti in opere inutili e superflue come già successo nel lontano 2002.

Foto: djano – Fotolia

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In Veneto sono in aumento i bimbi

Neonato
In Veneto aumenta, anno dopo anno, la percentuale di bambini nati e non riconosciuti dai loro genitori. Nella maggior parte dei casi, si tratta di bambini stranieri che vengono abbandonati appena nati oppure nascono negli ospedali e immediatamente non vengono riconosciuti.

Troppi bambini non riconosciuti in Veneto

I dati che sono stati pubblicati qualche mese fa dai consiglieri della Regione Veneto si riferiscono agli ultimi tre anni, dal 2008 al 2011, e in tutti e tre gli anni l’aumento dei bambini non riconosciuti ha registrato un aumento notevole negli ultimi mesi dell’anno. Secondo le ultime statistiche relative ad agosto e a settembre del 2011, in Veneto, ben nove bambini non sono stati riconosciuti al momento della nascita. A causa di questi numeri impressionanti, la regione ha deciso di snellire le pratiche burocratiche necessarie per l’adozione di questi bambini. Nella maggior parte dei casi, infatti, dopo un paio di giorni dalla nascita viene subito chiamato un legale incaricato di occuparsi delle pratiche necessarie all’adozione. Si tratta di un risultato importante se si pensa che fino a poco tempo fa un bambino non riconosciuto era destinato a restare in ospedale molti messi prima di passare a qualche associazione o orfanotrofio. Oggi, invece, grazie a questi provvedimenti, a pochi giorni dalla nascita, i bambini sono trasferiti in qualche associazione o direttamente alle famiglie interessate ad adottarli.

Bambini alla ricerca di un futuro migliore

Nella maggior parte dei casi i minori vengono abbandonati al momento della nascita. Tuttavia, non mancano i casi in cui ci sono bambini più grandi o addirittura adolescenti che arrivano in Italia da soli alla ricerca di una casa e dell’affetto di una famiglia. Per ogni bambino o adolescente che ha bisogno di aiuto, la regione veneto mette a disposizione un legale che si occupa della gestione della pratica per l’affidamento ad una comunità o ad una famiglia. Tuttavia, le richieste sono moltissime e soddisfarle tutte sarebbe impossibile. Anche per questo motivo, la regione Veneto ha chiesto un contributo ulteriore alle istituzioni per aumentare il numero dei legali interessati allo smistamento di queste pratiche e per aumentare ulteriormente anche il personale inserito all’interno delle comunità e delle associazioni che accolgono i bambini non riconosciuti.

Foto: glitzerfee – Fotolia

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